Il menu Start di Windows 11 torna al centro di una nuova rivoluzione. Non è un semplice aggiornamento, ma un intervento strutturale.
Non è la prima volta che Microsoft mette mano al menu Start di Microsoft. Dopo il debutto nel 2021, accolto con una certa freddezza dagli utenti, e un primo intervento correttivo nel 2025, l’azienda ha deciso di cambiare approccio: ripartire da zero.
Questa nuova versione viene internamente considerata come una terza generazione. Il motivo è semplice: le modifiche precedenti non sono riuscite a eliminare del tutto i limiti più evidenti, soprattutto in termini di prestazioni e personalizzazione.
Uno dei punti più critici riguarda la velocità. Il menu Start attuale, in alcune condizioni, mostra evidenti rallentamenti. Quando il sistema è sotto carico, può impiegare anche diversi secondi per aprirsi, e la funzione di ricerca non sempre risponde in modo immediato.
Alla base di questi problemi c’è anche una scelta tecnica: l’attuale implementazione si appoggia a React, una tecnologia diffusa ma non perfettamente ottimizzata per l’ambiente nativo Windows.
Con il nuovo progetto, Microsoft passa a WinUI 3, un framework progettato specificamente per Windows. L’obiettivo dichiarato è garantire una reattività costante, anche con CPU al 100%, eliminando ritardi e migliorando l’esperienza quotidiana.
Più controllo per gli utenti: la svolta sulla personalizzazione
Un altro punto dolente riguarda la personalizzazione. Con Windows 10 era possibile ridimensionare il menu Start liberamente, trascinando i bordi con il mouse. In Windows 11 questa libertà è stata eliminata, creando frustrazione tra gli utenti.
La nuova versione promette un cambio di direzione. Non si parla ancora di libertà totale, ma sarà possibile scegliere tra diversi layout predefiniti, con dimensioni differenti. Un passo avanti rispetto alla rigidità attuale.
Ancora più importante è la possibilità di intervenire sui contenuti del menu. Oggi alcune sezioni sono obbligatorie, mentre in futuro ogni area potrà essere gestita separatamente.

Un menu modulare: meno vincoli, più libertà(www.nel-web.it)
Il concetto chiave del nuovo Start è la modularità. Gli utenti potranno decidere cosa vedere e cosa no, disattivando singole sezioni come app consigliate, gruppi o altre aree oggi fisse.
Questo significa che sarà possibile creare un menu minimalista, essenziale, oppure uno più ricco e organizzato, a seconda delle abitudini personali. È una risposta diretta alle richieste di maggiore controllo arrivate negli ultimi anni.
Nessuna data, ma un segnale chiaro
Al momento non esiste una data ufficiale per il rilascio. Le prime versioni saranno distribuite attraverso il programma Insider, dove verranno testate e perfezionate sulla base dei feedback.
Il fatto che Microsoft abbia deciso di intervenire così in profondità sul menu Start è però un segnale preciso. Questo elemento resta il cuore dell’esperienza Windows, quello che ogni utente utilizza ogni giorno senza pensarci troppo.
E proprio per questo, ogni imperfezione diventa evidente.
Dopo la fine del supporto a Windows 10 e la migrazione forzata verso Windows 11, l’azienda non può permettersi altri passi falsi. Il successo di questo nuovo Start non sarà solo una questione di design, ma di fiducia.








