Cose odiose di Facebook ed alcune considerazioni generali

Facebook è sicuramente una delle più grandi invenzioni degli ultimi anni. Forse soppianterà tutto, tutti i vari social network video, fotografici, microblogging e chi più ne ha più ne metta.

Però resta quello che è, una straordinaria macchina “preleva informazioni”. Tutto è studiato nei minimi particolari. Tutto è funzionale al progetto di mega catena di Sant Antonio. Non c’è una sola virgola di Facebook lasciata al caso.

Cambi una virgola nel profilo? Lo vengono a sapere tutti. Ti lasci, tutti lo sanno. Cambi numero di telefono, bene, tutti lo vengono a sapere. Per questo consiglio di abbassare e non di poco, i dati pubblici in impostazioni privacy.

Ti mandano una mail multipla? Bene, non esiste il campo CCN, tutto rimane in A e quindi la mail diventa una cosa pubblica, una specie di dibattito aperto magari tra persone che neppure si conoscono.

Ha uno tra i migliori strumenti di connettività mail che conosca. Basta che una persona ti abbia inviato una mail, o sia stata inserita in una delle “splendide” catene che come per magia sei dentro anche lì. E pensare che qualcuno ha pure avuto il coraggio di creare un gruppo per far si che Facebook non diventi a pagamento. Facebook sarà per sempre libero e gratuito. Il passaggio al denaro sborsato da parte dell’ utente “medio” sarebbe la sua morte. Sul web è da sempre così, e sempre lo sarà. Youtube vive perché è gratuito, permette di inserire filmati lunghissimi e non ti chiede un centesimo. Gmail vive perché è gratis. Idem Firefox, MySpace, Badoo. E la lista potrebbe essere infinita.

Certo, rimane un mistero per molti su come un sito come Facebook riesca a fare soldi su soldi. Gli analisti dicono che gli utenti dei social network non cliccano sui banner, come dice Tagliaerbe in questo ottimo post.

Quindi cosa fa Facebook? Bah, in parte è un mistero, in parte no. Intanto sta raccogliendo tonnellate di dati su gusti, politica, religione, musica, locali in tutto il mondo. E non mi sembra poco. Poi qualcosina dalla pubblicità arriva. Non saranno le cifre di Google, ma sono certamente importanti.

Poi, come in molti non sanno, le varie foto, video, commenti, applicazioni installate sono tutti di proprietà di Facebook, una volta caricati sul sito. Un utente si può congelare, o cancellare. E le foto ed i video pubblicati effettivamente spariscono. Ma da dove? Dal sito “pubblico”, possiamo star certi che da qualche parte rimangano comunque conservate.

C’è chi dice che ci sia la CIA, chi semplicemente grosse corporazioni Statunitensi che hanno finanziato quello che è un progetto alquanto, come dire, semplice ma tremendamente efficace. Creiamo lo strumento internet più potente al mondo. Facciamo in modo che gli utenti riversino tutte le sue ansie, le sue paure, i suoi amori, i suoi gusti, i suoi piaceri. Facciamolo gratuito. E già che ci siamo, spacciamolo pure per essere stato creato per connettere gli studenti universitari, per giunta in un garage abbandonato (magari è pure vero, ma la leggenda aiuta e non poco). Ecco Facebook, uno strumento incredibile, perfetto nella sua pericolosità, ma tremendamente utile ed efficace. Aperto a qualunque genere di applicazione. Ecco perché ha superato MySpace, e forse supererà Youtube e Google stesso.

Io intanto nel mio piccolo, ho trovato una magagna, neppure tanto “leggerina”, e creare un “impostore” è davvero fin troppo semplice.

Aggiungo che su Google se cerchiamo il termine “Facebook” escono 745.000.000 di risultati, per la parola “Berlusconi” appena 20.100.000, Milano 129.000.000. Questo solo per capire la popolarità raggiunta dal social network fondato da Mark Zuckerberg.

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Articolo scritto da Massimiliano Mancini. Mi occupo di Web Marketing, divulgazione, posizionamento sui motori di ricerca e molto altro. Vuoi sapere qualcosa su di me? Clicca qui.
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Commenti

[...] ha di più vince..vince…che cosa? Ormai Facebook è una mania, siamo al 3 post lungo, dopo le considerazioni e magagne riscontrate e come rubare informazioni. Se hai gradito, vota questo articolo: (Vota!)  Loading … [...]

[...] ad appiattire la persona, a renderla sullo stesso mio livello. Ne ho parlato più volte, sopratutto qui. Ma torniamo a [...]

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