La guerra delle Url abbreviate è appena iniziata

Fino ad oggi non erano in molti a spartirsi la torta. Le major ancora non vedevano la cosa come una opportunità di business particolarmente sostanziosa. I servizi di Tiny URL (o shorten url) permettono di condividere infatti indirizzi di pagine web all’interno di social network senza che questi occupino per intero il testo riservato.

Non tanto su Facebook o FriendFeed, dove non c’è limitazione nella lunghezza dei caratteri. Quanto su Twitter, con i caratteri limitati a 140. E Twitter è un mondo in espansione costante. Gli utenti in Italia, da quando è stato tradotto, aumentano di giorno in giorno, così come nel resto del mondo. E’ facile capire il perché. In primis il meccanismo aperto, non legato a vecchi criteri di amicizia come ha Facebook (che cerca però in tutti i modi, senza successo, di aggirare) in secondo la pulizia delle informazioni. Pochi caratteri, argomento focalizzato al massimo, nessuno spazio per tutte quelle applicazioni inutili, quiz e videogiochi che popolano Facebook.

Ecco quindi che l’espansione di Twitter coincide con il boom di nascite di servizi di url abbreviate. E se ci pensa pure Google, allora possiamo esser certi che il mercato c’è.

Con la nuova Toolbar è presente un pulsante di condivisione tutto nuovo, o meglio, vecchissimo nel concept, ma mai implementato da Google. E le url saranno accorciate tramite il dominio “goo.gl“.

Stessa cosa sta testando Facebook, con il dominio FB.me

Si può provare inserendo il proprio FB tiny url dietro FB.me, nel mio caso “http://fb.me/massimiliano.mancini” si collega esattamente al mio profilo.

Questo servizio di Facebook però non penso esca fuori dallo sterminato network che già possiede, il servizio di Google invece si mette in piena concorrenza con alcuni dei servizi più utilizzati come Bit.ly ( di cui ho parlato pochi giorni fa) o Su.pr di Stumbleupon, un ottimo servizio di social bookmark non molto utilizzato in Italia, ma famosissimo negli States.

Ecco quindi che proprio bit.ly reagisce immediatamente, annunciando una versione Pro. Questa permetterà ai vari magazine online o progetti di divulgazione, di creare il proprio servizi di abbreviazione url, così da fare branding anche con le url che passano sui social network.Ed avere statistiche avanzate per controllare il flusso di informazioni. Dati questi difficilmente tracciabili.

Se non si ha voglia di attendere il servizio di Bit.ly (che sarà sicuramente ottimo, considerando la qualità del prodotto attuale), può fare le cose in “casa” utilizzando un progetto open in php “Yourls” che permette di gestire il sito in modo completo, con tanto di panello di amministrazione e grafici per la web analisi.

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  1. Se hai paura di cliccare sulle URL abbreviate, usa LongURLPlease
  2. Scopri se su Twitter viene citata una determinata parola con Twilert

Articolo scritto da Massimiliano Mancini. Mi occupo di Web Marketing, divulgazione, posizionamento sui motori di ricerca e molto altro. Vuoi sapere qualcosa su di me? Clicca qui oppure Check out my about.me profile!.
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