Domini .tel e le statistiche
I domini .tel sono un’ idea carina soprattutto se il fruitore è un utente mobile. Un dominio .tel è infatti particolare, direi unico nel concept.
Non può infatti essere associato ad un hosting, i domini .tel sono gestibili tramite un semplice (anche troppo) cms che permette di aggiungere i nostri dati personali o quelli dell’ azieda. Io ne ho registrati un paio, tra cui il mio nome, massimilianomancini.tel. Se i numeri e gli interni da gestire sono molti, possiamo gestirli tramite sottodomini, del tipo amministrazione.nome-azienda.tel.
La grande innovazione del dominio è il fatto di non “appoggiarsi” al web ma caricare e salvare le informazioni direttamente nel DNS. Rimane però un grosso (almeno per me) problema: il cms non permette di caricare html e javascript, quindi come analizzo le statistiche di accesso sui domini .tel?
In realtà non si può. Gli accessi diretti non possono essere in nessun modo monitorati. Questo è un bel limite, anche se proprio per la particolare struttura, non sono siti che si prestano al posizionamento.
E’ possibile però monitorizzare le statistiche di accesso se il dominio che prendiamo è molto strano, quindi difficilmente raggiungibile direttamente, e ci limitiamo a linkarlo sul nostro blog o sito web.
Qui, se abbiamo Analytics, o qualunque altro strumento di Web analisi, possiamo analizzare le pagine di uscita e segmentarle con il nome a dominio .tel.
Per quanto riguarda invece il tracciare siti web linkati su dominio .tel, possiamo benissimo su Analytics sfruttare una delle migliori caratteristiche di questo strumento di analisi offerto da Google: la creazione delle campagne.
Per chi non lo sapesse, una campagna permette di analizzare in modo più segmentato link. Per esempio il rendimento di una creatività, di una newsletter ecc. Tutte caratteristiche che altrimenti non riusciremmo a tracciare.
Un link per una campagna è costruito così: http://www.sitoazienda.it/nuovo_prodotto.php?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=lancio-nuovo_prodotto
Un link così costruito è composto da questi paramenti, che prendo pari pari da questo ottimo post realizzato da Marco Cilia.
- utm_campaign: è il nome della campagna. Va pensato come a un “contenitore” delle varie attività di promozione tramite campagne che ci apprestiamo a fare. Ad esempio per lanciare un prodotto potremmo fare campagne su newsletter, link da siti partner e banner, ma il nome della campagna sarà comune e sempre uguale, ad esempio “lancio XR100″
- utm_medium: è il mezzo della campagna, il veicolo attraverso il quale la campagna giunge ai potenziali clienti. Va pensato rispondendo alla domanda “tramite quale mezzo sto lanciando il messaggio?” (ad esempio: email, banner, affiliazione, ecc.)
- utm_source: è la fonte delle visite, la provenienza dei visitatori per quella campagna e risponde alla domanda “chi?” (esempio: goanalytics.info, google, sito honda italia)
- utm_content: è il contenuto dell’annuncio, e può essere usato per dare maggior dettaglio o per scopi di test, ad esempio facendo un test A/B per capire quale annuncio genera i risultati migliori.
- utm_term: è il termine comprato, nel caso si stia taggando una campagna di keyword advertising.
Se si linkano pagine del nostro dominio .tel con questa struttura, all’ interno delle sorgenti di trafficocomparirà un nuovo campo, di colore giallo, che ci mostrerà l’andamento delle campagne. Tutto questo può essere usato anche per analizzare il comportamente degli utenti che provengono da qualunque sito web o pagina di affiliazione, non necessariamente domini .tel.
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- Andamento registrazione domini in Italia
- Tracciare il comportamento degli utenti provenienti dai social network
Articolo scritto da Massimiliano
Mancini. Mi occupo di Web Marketing, divulgazione, posizionamento sui
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