Fare brand solo su Facebook? Un rischio! Cancellata una pagina con 47000 fan e 2 anni di lavoro

Per chi non lo sapesse, arrivati ad un certo numero di utenti (il blog che cito parla di 25, io ricordo che per le miei pagine fan create questo numero fosse in realtà 100) una pagina fan di Facebook può avere un url abbreviata più consona, usabile e sopratutto divulgabile con facilità tramite social network o semplice passaparola. L’username può essere cambiato da qui ed ha la particolarità di non essere modificabile una volta impostato. Questo succede per esempio pure su Flickr, non su Twitter, dove in ogni momento la url può essere modificata.

Perché Facebook fa questo? Sicuramente per un motivo molto semplice, evitare spamming di grandi comunità, andando poi a cambiare il nome in “corsa” quando gli utenti ormai hanno già fatto click sul pulsante mi piace. Oppure fare posizionamento sfruttando le ottime potenzialità SEO di Facebook. O semplicemente per dare maggiore consapevolezza agli autori dei contenuti, a ragionare almeno 1 minuto prima di prendere una decisione che per il brand risulta di di vitale importanza.

Dal titolo si capisce che è successo qualcosa di anomalo, e la forma con cui è stata gestita la faccenda da Facebook fa davvero riflettere. In poche parole Jonathan Rivera (il nome del proprietario della pagina) 2 anni fa aprì un servizio di coordinazione di agenti e opportunità immobiliari, tramite Facebook. La pagina in 2 anni ha raggiunto la discreta cifra (per un brand nato su internet) di 47000 e oltre fan.

Quando Rivera ha avuto la possibilità di variare la url della pagine scelse Facebook.com/socialrealtors. Praticamente “agente immobiliare social”. Un ottimo biglietto da visita che ha dato molta popolarità immagino grazie anche ai motori di ricerca (il termine Social Realtors con il link che rimandano alla pagina Fan è ancora perfettamente presente su Google in SERP). Ecco, un giorno la NAR (The National Association of Realtors) comunicò a Rivera l’uso improprio del marchio Realtors ed lo intimò a cambiare vanity url di Facebook. Rivera invano ha provato a contattare il team, ma niente fare. In questi giorni si è visto invece, di punto in bianco senza nessuna comunicazione, veder sparire la pagina. Cancellata.

Sicuramente la NAR avrà contattato Facebook a sua volta, magari per mezzo di avvocati e senza pensarci 2 volte, tutto è stato rimosso.

Questa vicenda (ancora non sappiamo se Rivera riavrà la sua pagina, Facebook non ha comunicato assolutamente nulla) ci deve far riflettere però sulla volatilità e sullo stato di perenne incertezza che si ha se si vuole associare il proprio personal branding o quello di un marchio per intero ad un social network. Il buon vecchio sito, integrato con una forte dose di comunicazione sociale, è sempre la migliore risorsa. Letto su TechSavvyagent

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  1. Aggiungere musica in MP3 ad una Pagina di Facebook
  2. La Pagina Sociale di Facebook

Articolo scritto da Massimiliano Mancini. Mi occupo di Web Marketing, divulgazione, posizionamento sui motori di ricerca e molto altro. Vuoi sapere qualcosa su di me? Clicca qui oppure Check out my about.me profile!.
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Commenti

[...] in caso di mancato rispetto della policy del social media (vedi l’uso dei profili personali di Facebook per promuovere le aziende), quest’ultimo potrebbe chiudere le pagine e i profili aziendali. In questo caso si perderebbero tutti i contatti e la rete costruita fino a quel momento. Un caso analogo è quello di Jonathan Rivera che si è visto cancellare una pagina con 47.000 fan che gli era costata ben 2 anni di lavoro. [...]

Perché ostinarsi a investire così tante energie su un social media che tratta male i suoi clienti e non ti da la possibilità di avere il controllo diretto sui tuoi contenuti?

Ciao, ho letto il post, e quello che dici è condivisibile. Resta il fatto che l'utenza che prima raggiungeva il contenuto solo dal web e dalla search adesso si è spostata molto sul social, quindi sono canali che bene o male chi fa comunicazione, non può praticamente farne a meno. Quello che penso è che non bisogna fossilizzarci unicamente su quel canale.

io penso che usare facebook come unico appiglio sia sbagliato, ma credo che in questo caso abbiano sbagliato loro ad usare un brand troppo generico, il nome deve essere esclusivo, il contenuto deve essere di un certo interesse…bisogna stare molto attenti purtroppo perché ci possono essere queste invidie anche per un nome!!! li ha infastiditi il fatto che venissero visualizzati per primi i realtors di facebook

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